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La Sardegna |
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Situata al centro del mar Mediterraneo occidentale, la
Sardegna, con le sue isole minori, è per superficie
(24.090 chilometri quadrati) la seconda isola italiana
e di questo mare. La sua popolazione è di 1.637.639
abitanti, con una densità per chilometro quadrato di
68 abitanti.
Si estende, con una forma quadrangolare (da cui
l’antico appellativo di Ichnusa e Sandaliotis per la
sua rassomiglianza con un sandalo) tra 38° 51’ 52’’ e
41° 15’ 42’’lat. N e 8° 8’ e 9° e 50’ long. E. Dista
circa 180 chilometri dal promontorio dell’Argentario,
sulla penisola italiana, e 180 chilometri circa da
capo Bianco, sulla costa dell’ Africa del nord
(Tunisia), come un ponte ideale tra i due continenti.
Il suo territorio è soprattutto collinoso (68%),
mentre la montagna rappresenta il 13% della superficie
e la pianura il 19%. Esso è attraversato da diversi
fiumi, tre dei quali rilevanti quanto a lunghezza e
portata: il Tirso, il Flumendosa e il Mannu-Coghinas.
Tutti e tre, attraverso poderosi sbarramenti, formano
vasti bacini artificiali, utilizzati per
l’irrigazione, la produzione di energia elettrica e
per regolare il flusso dei corsi d’acqua. Nell’Isola
esiste un solo lago naturale (il lago Baratz), di
ridottissime dimensioni, ma inserito in un ambiente
naturale e paesistico particolarmente pregevole. La
montagna più alta è il Gennargentu (1.834 m.), il
fiume più lungo il Tirso (150 Km.).
Numerosissimi sono i laghi salsi lungo le coste, ove
si pratica la pesca, la raccolta dei molluschi e la
produzione del sale marino. Essi rappresentano anche
l’habitat naturale per l’avifauna, tra i più rilevanti
per quantità e specie dell’intero bacino del
Mediterraneo (circa 170 specie, un terzo dell’avifauna
d’Europa). Alcune di queste lagune sono aree protette
regionali e soggette ai vincoli delle convenzioni
internazionali a difesa delle zone umide.
L’isola possiede, uno dei più grandi patrimoni
boschivi (690.000 ettari) e i più lunghi litorali
d’Italia (1.731 chilometri, 1900 considerando le isole
minori).
La flora e la fauna, sia per specie presenti che per
quantità, sono tra le più originali e le più ricche
del Mediterraneo. Per la prima, si pensi alle
vastissime foreste mediterranee di lecci e sughere,
inframmezzate da una foltissima macchia mediterranea
composta di lentisco, oleastro, fillirea, mirto,
rosmarino, cisto, corbezzolo ed erica, tanto per
citare le specie più diffuse. Per quanto riguarda la
fauna: il cervo sardo, il gatto selvatico, la donnola,
il cinghiale, la martora, il muflone, la volpe, il
coniglio selvatico; per l’avifauna: il falco della
regina, il corvo imperiale, il gabbiano corso,
l’aquila reale, il falco pellegrino, l’astore; per gli
uccelli acquatici: i fenicotteri, le anatre, i
moriglioni, i germani, i codoni, gli aironi, i
gabbiani e i falchi di palude.
Il clima è particolarmente mite: la temperatura media
annua è di 18°; la temperatura media estiva è di 25,5°
e la temperatura media invernale di 11°. Le
precipitazioni, concentrate perlopiù nel periodo
compreso tra l’autunno e la primavera, vanno da un
minimo di 400 millimetri annui nelle zone costiere ad
un massimo di 1100 millimetri nelle zone interne. Le
giornate di pioggia nelle zone costiere non superano i
60 giorni all’anno: ciò vuol dire che 5 giorni su 6
sono più o meno assolati!
La forza lavoro è di circa 550.000 occupati, così
ripartiti: 44.000 nell’agricoltura; 131.000
nell’industria e 373.000 nei servizi ed altri settori
di attività.
Le aziende agricole sono circa 113.000, con una
superficie agricola utilizzata (SAU) di 1.022.000
ettari. I seminativi sono pari a 414.000 ettari, le
colture permanenti a 82.000 ettari e i prati e i
pascoli a 526.000 ettari.
Il bestiame è così ripartito: bovini e bufalini
250.000 capi; ovini 2.800.000 capi; caprini 210.000
capi; suini 195.000 capi; equini 17.000 capi. L’isola
possiede il più ricco patrimonio ovino e caprino
d’Italia, rispettivamente il 41% e il 23%.
Tra le principali coltivazioni erbacee si annoverano
il frumento duro (1.135.000 q.li); il riso (174.000
q.li); il mais (222.000 q.li); la patata (505.000 q.li);
il carciofo (1.080.000 q.li – un quarto della
produzione nazionale); insalata in piena aria (240.000
q.li). Tra le principali coltivazioni legnose sono
rilevanti il vino (855.000 q.li); l’olivo (535.000
q.li) e gli agrumi (737.000 q.li). Notevole è anche la
produzione del latte, specie quello ovino (3.545.000 q.li
– il 70% della produzione nazionale).
L’attività agricola e d’allevamento danno luogo a
prodotti di altissima qualità, anche grazie alla
incontaminazione delle zone interne dell’isola, alla
bontà dei pascoli, ricchi di erbe aromatiche e al
governo della gran parte degli animali all’aria
aperta. Tra questi emergono sia per qualità, varietà e
quantità i latticini (soprattutto i formaggi), i
salumi, le conserve, i vini, l’olio, gli alcolici
tipici dell’isola, ottenuti o da bacche come il mirto
o da frutti tipici, come quelli a base di limone, di
mandarino, di fichi d’india, etc. L’isola è il maggior
produttore italiano di zafferano assieme all’Abruzzo.
Raffinatissimi per forma e gusto sono il pane, i dolci
tipici sardi ed i prodotti da forno industriali,
lavorati con criteri e materie prime propri dei
prodotti artigianali.
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Ma la
terra, il bestiame, le colture e la vegetazione sono
la materia prima per un altro settore importantissimo
nell’isola: l’artigianato e l’artigianato artistico.
La ceramica, il legno, il sughero; la tessitura della
lana, del lino e del cotone; la lavorazione, con
ardite tecniche d’intreccio, del giunco, della rafia e
della palma nana; la lavorazione del ferro e dei
metalli preziosi forniscono vasellame, posate,
maschere, cassapanche, tappeti, scialli, cesti, stoie,
gioielli e coltelli a serramanico, tanto per citarne
alcuni, di elevatissima qualità e soprattutto
originalità, con tecniche di lavorazione antichissime,
come l’uso del forno a legna, del telaio di legno, del
ricamo e dell’intreccio a mano, delle guarnizioni di
corno di muflone o montone.
La pesca marittima e lagunare è notevole con una
produzione di 60.000 q.li di pesci e di 160.000 q.li
di molluschi. Particolarmente prelibati sono i
crostacei, soprattutto le aragoste, che sono
considerate le migliori del Mediterraneo.
Le aziende faunistico-venatorie sono 148, con una
superficie di 194.000 ettari, mentre le zone di
ripopolamento e cattura sono 23, con una superficie di
23.000 ettari.
La produzione vendibile dell’agricoltura è pari a 1,7
miliardi di euro; quella della pesca è pari a 89
milioni di euro.
I flussi turistici hanno avuto un notevole incremento
negli ultimi dieci anni. I dati più recenti relativi
agli arrivi nelle aziende ricettive danno questi
valori: italiani 1.400.000, stranieri 600.000. Le
presenze relative agli italiani sono pari a 7.500.000,
quelle relative agli stranieri sono pari a 3.000.000.
Gli esercizi alberghieri sono 717 ed i posti-letto
80.664. Gli esercizi complementari (campeggi e
villaggi turistici, alloggi agro-turistici e altri
esercizi) sono 414 ed i relativi posti-letto 76.452. A
questi dati occorre aggiungere alcune decine di
migliaia di seconde case (per la gran parte in
prossimità delle zone costiere), con centinaia di
migliaia di posti letto, che vengono date in affitto
soprattutto tra i mesi di maggio e ottobre.
La rete stradale è formata da 3.150 chilometri di
strade statali e 5.500 chilometri di strade
provinciali. I veicoli in circolazione (tra
autoveicoli e motoveicoli) sono 1.100.000.
La rete ferroviaria è di 428 chilometri.
Nell’isola esistono vasti porti attrezzati sia per il
traffico passeggeri che per le merci: Cagliari,
S.Antioco, Porto Vesme, Oristano, Porto Torres, Olbia,
Golfo Aranci e Arbatax, oltre che i porti da e per le
isole minori di Carloforte, Calasetta, Palau, La
Maddalena e Santa Teresa di Gallura.
Il porto di Olbia è il primo porto d’Italia per il
traffico dei passeggeri, mentre Porto Foxi, nel golfo
di Cagliari, è uno dei più importanti porti
petroliferi del Mediterraneo. In prossimità dei grandi
porti e in alcune zone strategiche dell’interno
esistono “aree di sviluppo industriale”, attrezzate
per l’insediamento delle imprese industriali e di
servizi ed una particolarmente strutturata per il
traffico dei containers: il porto terminal di
Cagliari.
Sono inoltre presenti tre grandi aeroporti
internazionali, con un movimento complessivo di 5
milioni di passeggeri: Cagliari-Elmas,
Alghero-Fertilia e Olbia-Costa Smeralda. Esistono
anche due aeroporti minori: Tortolì-Arbatax, già
operativo per aerei di piccole e medie dimensioni, con
un movimento di 50.000 passeggeri e Oristano-Fenosu in
fase di avvio e potenziamento.
La Sardegna, per la particolarità della sua storia,
delle sue tradizioni, della sua lingua, riconosciuta
come tale da una legge dello Stato italiano, e per la
condizione di insularità, è una Regione a statuto
speciale che gode di particolari forme e condizioni di
autonomia rispetto al potere centrale e alle altre
Regioni ordinarie. In base a questo riconoscimento,
garantito dalla Costituzione italiana, ha il potere di
emanare in via esclusiva proprie leggi in materie
fondamentali, quali l’agricoltura e le foreste, i
lavori pubblici, l’edilizia e l’urbanistica, i
trasporti, la caccia e la pesca, l’artigianato e il
turismo. Inoltre è dotata di autonomia finanziaria
attraverso entrate proprie. La Regione Autonoma della
Sardegna ha per capoluogo Cagliari (165.000 abitanti)
Il territorio della Regione è
ripartito in otto Province e 377 Comuni.
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